BIOGRAFIA DI FABIO ARDIZZONE

Mi è stato chiesto di fare un curriculum da inserire nel sito Lingalad.
Non ho cose importanti da dire, nessun festival illustre da menzionare. Potrei inventarmi di aver suonato a ‘mbriachi Jazz come supporter a Tino Tracanna, o qualcos’altro di paradossalmente ridicolo.
Quello che invece mi sento di inserire, più degli elenchi sciorinati tutti d’un fiato, è il grande successo della mia vita: l’amore per la musica.
Non ricordo un’altra attività (affetti familiari esclusi!!!) alla quale mi sia dedicato con costante tenacia.
All’età di dieci anni, cumulati piccoli risparmi, mi sono comprato la prima chitarra acustica e macerato in tormentati giri di do per giorni interi.
Poi è arrivata la chitarra elettrica con amplificatore, gli effetti, e a seguire tanti altri strumenti tra questi un basso elettrico. Così, a quindici anni, ho iniziato a suonare il mio strumento in una cover band di musica italiana, sino all’età di ventuno.
Dopo un gap di alcuni anni, servizio militare incluso, ho conosciuto Giuseppe in università. Abbiamo fatto cover per un paio d’anni. Poi la band si è sciolta per aridità espressiva. Riunito il gruppo in trio (Giorgio, Giuseppe ed io) in due anni di saletta abbiamo creato i pezzi più belli del  nostro trascorso rock.
Molti di quei brani sono frutto di giochi compositivi: la sequenza di accordi, scritta su pezzetti di carta, veniva sorteggiata da un bonghetto rovesciato. La sfida era trovare l’armonia e l’arrangiamento cercando di non cambiare quello che la casualità aveva suggerito.
In quel tempo, da solo, Giuseppe componeva i primi brani di “Voci dalla terra di Mezzo” gettando le basi per un cammino che sarebbe diventato il sentiero di Lingalad.
Oggi percorro quel sentiero con vecchi amici, dividendo momenti ricchi di gioia e con la serenità di chi coltiva una passione in totale e serena libertà.

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