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Recensioni e commenti
al cd “Lo Spirito delle Foglie"
Recensione di Alessio Romani
su DND music
Quanti di voi sono rimasti
incollati agli schermi cinematografici per la trilogia de “Il
Signore degli Anelli”? C’è anche chi, più temerario e dotato di
buona resistenza del fondoschiena, ha voluto sfidare anche la
stanchezza, affrontando la maratona dedicata a questi tre
capolavori, sparandosi l’intera saga in un’unica soluzione.
Beh, per tutti voi, o
meglio per tutti noi colpiti dalla sindrome di Tolkien, i
Lingalad hanno partorito la loro ultima creatura dal titolo
“Lo spirito delle foglie”. Questa è la loro quarta fatica, la
quale segue, come le altre, il filone fantasy.
Sonorità irlandesi,
richiamano gli scenari delle battaglie tra elfi e stregoni, in un
mix di musica e immaginazione.
Se devo essere sincero,
prima di ricevere questo disco per recensirlo, non avevo mai sentito
parlare dei Lingalad (mea culpa), ma poi dando un’occhiata
alla storia del gruppo, mi sono presto reso conto che questo era
dovuto al fatto che nel nostro Paese i lavori di buona fattura li
lasciamo godere agli altri. Eccesso di altruismo? Cultura
dell’export del made in Italy? Passi per quest’ultima, ma cavolo,
esportare le cose buone non vuol dire privarsene. Invece noi
italiani siamo fatti così. Basti pensare che la band si è esibita in
diverse città del mondo, come New York, Amsterdam, Toronto. In
Canada sono stati invitati a suonare alla prima mondiale de “Il
Signore degli Anelli” di Peter Jackson.
Questo sta a dimostrare,
semmai ne avessero bisogno, la qualità della loro musica e del loro
progetto che ripercorre le orme di storie e personaggi che fanno
parte ormai, della nostra cultura.
Entrando nel particolare, va detto che l’album è veramente ben
curato, sia dal punto di vista armonico e melodico, sia nel suonato
e cantato. Le tracce sono ben quattordici, tra le quali mi sento di
citarne alcune in particolare: ”Il vecchio Lupo”, “Seguo
il Sole”, “Verso Nord” e “Lingalad”. L’invito che
posso fare per godersi a pieno questo album, è quello di sdraiarsi
sotto l’ombra di un albero (tra l’altro le giornate ora ce lo
permettono), munirsi di cuffie e lasciare che la musica e la natura
accarezzino il nostro cuore e la nostra anima.
Anche nella sua
presentazione “Lo Spirito delle Foglie” non lascia spazio
alle critiche, infatti riesce anche a deliziare l’occhio, grazie ai
stupendi disegni realizzati da Maria Chiara Rossetti.
Tirando le somme, non
rimane altro da fare, per appassionati del genere e non, che
comprare questo disco.
Recensione di Elena Porcelli su PANORAMA (ottobre 2005)
"La nostra musica vuol far sentire la voce della natura, che
l'uomo moderno, prigioniero in una bolla d'aria condizionata, ha
dimenticato" spiega Giuseppe Festa, leader dei Lingalad, gruppo ignoto
alle masse ma popolarissimo tra gli appassionati di fantasy, che ne
comprano avidamente le canzoni sul sito
www.lingalad.com e affollano i
concerti, in Italia e all'estero.
La prima fonte d'ispirazione del gruppo è stato John R.R.Tolkien:
Lingalad, infatti significa "canto degli alberi" nella lingua degli elfi
del Signore degli Anelli.
I quattro (oltre a Festa, Fabio Ardizzone, Claudio Morlotti, Giorgio
Parato) hanno suonato alla prima mondiale del Kolossal Il ritorno del
Re, nel 2003.
Il nuovo cd Lo Spirito delle Foglie, invece, dà voce agli elementi
naturali: bestiole, piante, montagne, e non somiglia a niente di quello
che abbiamo gia sentito.
Recensione di Loris Furlan su IL MUCCHIO
Sorte un po’ ingrata quella
del recensore musicale, col compito aleatorio di dover descrivere suoni
e melodie, barcamenandosi spesso in equilibrismi e terminologie
giornalistiche, aggrappandosi a etichette ed inglesismi di riferimento.
Poi capita di imbattersi in quattro bardi bergamaschi, musici trovatori
fuori dal tempo che suonano canzoni cristalline come lo scorrere di un
ruscello di montagna, e tutto diventa improvvisamente più facile.
Scoperta da subito ammaliante quella dei Lingalad, nome in ligua elfica,
gruppo di spessore consolidato, con altri due dischi e un ottimo DVD
alle spalle, e concerti significativi anche all’estero. Giuseppe Festa
(voce, chitarra, flauto), già autore del soffuso e fascinoso “Voci dalla
Terra di Mezzo” interamente dedicato al “Signore degli anelli”, è il
menestrello che conduce danze e racconti con sapiente leggerezza,
coadiuvato da nitide e delicate trame acustiche. La voce sicura,
gentile, espressiva dispiega incantevoli scenari naturalistici, storie
perse tra pendii e boschi come quella de “Il vecchio lupo”, “Il volo
dell’aquila” e “Cuore di pietra”, storie di viaggi che non finiscono
mai. Non a caso il disco si conclude con le parole sospese di “Un
viaggio ancora”, ultimo sereno augurio per un cammino che ha ancora
molto da scoprire. Giochiamo con un’analogia forse non cercata dagli
autori: il respiro lieve, intimistico e il lirismo sono quelli di un
Branduardi in ottima forma, certe tessiture hanno la grazia della
tradizione celtica, ma la personalità è schietta e di rilievo, e tutto
funziona in una magia universale, nient’altro che la magia dell’uomo e
la natura, con i meravigliosi disegni di Maria Chiara Rossetti a
coniugare immagini, fissate nel booklet e CD, come in uno scrigno
prezioso (www.lingalad.com).
Recensione di Fabio Larcher (Fabio Larcher Editore)
Di solito m’impiccio solo di libri, lasciando l’onere (e il piacere)
delle altre «Arti» a Elvezio Sciallis e al suo Panoptikon.
Stavolta però vorrei concedermi il lusso di fare un’eccezione e parlarvi
di un CD musicale. Il piccolo gioiello in questione s’intitola Lo
spirito delle foglie ed è l’ultimo prodotto sfornato da Giuseppe
Festa e dai suoi Lingalad.
Lo segnalo non solo perché la musica dei Lingalad è da sempre
molto «in linea» con i miei gusti, ma anche perché (diciamola tutta)
questo gruppo se lo merita. Lasciamo perdere le questioni di «gusto».
Lasciamo perdere perfino la questione «oggettiva» del riscontro
nazionale e internazionale che ha visto i Lingalad suonare (e
soprattutto) riscuotere consensi a Toronto, Bruxelles, New York, etc.
Lasciamo perdere tutto e concentriamoci su Lo spirito delle foglie.
L’album in questione, composto da ben 14 tracce, è curato fin nei minimi
dettagli. A partire dal libricino dei testi, corredato dai magnifici
disegni di Maria Chiara Rossetti (www.mariachiararossetti.it), fino ad
arrivare ai brani prodotti con raffinata perizia. Un album che, dopo le
suggestioni tolkieniane di Voci dalla Terra di Mezzo, si presenta
come una sorta di opera della maturità; nel quale l’equilibrio
fra voce e arrangiamento si fa allo stesso tempo così sfumato e così
cristallino da sfiorare il miracolo.
Tra i miei pezzi preferiti, per ora, vorrei citare Cuore di pietra,
Il vecchio lupo, Seguo il sole, Verso nord,
Polvere d’incanto, In viaggio ancora… ma sono certo che la
«classifica» muterà con il tempo e con l’ascolto. Di solito mi capita
sempre così con i Lingalad: dopo un certo numero di ascolti più o
meno curiosi e svagati, finalmente ti accorgi delle perle e delle
scintillanti gocce di rugiada che i nostri bardi hanno disseminato
«dappertutto». Il godimento è assicurato anche sulle lunghe distanze.
Difficile trovare stucchevole un loro disco.
Fra coloro che amano Tolkien, il fantasy, gli alberi e così via, pochi
non sapranno dei Lingalad, pochi non avranno assistito almeno a
un loro concerto. Tuttavia per i meno abbienti: i Lingalad si
divertono follemente a suonare musica «bardica», con strumenti acustici
talvolta usuali, tal’altra medievali o etnici. Nei loro arrangiamenti
abbondano liuti, mandolini, ghironde, bastoni della pioggia, bouzuki,
violini… e perfino qualche strumento a percussione costruito
artigianalmente da loro!
I brani sono intervallati da brevi «narrazioni» che Giuseppe Festa
propina al pubblico con bella voce impostata… Insomma, coloro che
assistono ai concerti dei Lingalad oltre ad ascoltare buona e
originalissima musica (che per tipo e qualità non ha eguali in Italia)
potrà riscoprire un piacere forse dimenticato della loro infanzia: il
piacere di sentirsi raccontare una «fiaba». Il tutto coreografato con
pochi, sapienti tocchi: candele di sego per creare l’atmosfera; scelta
accurata delle «locations» (di solito chiese sconsacrate, antiche ville,
parchi contornati da boschetti… Oppure grandi eventi internazionali
dedicati a Tolkien).
E come non ricordare che l’impegno produttivo dei Lingalad si è
spinto fino alla realizzazione di un DVD I sentieri di Lingalad,
appunto, che comprende il bellissimo video girato in pellicola a 35 mm
(direttore della fotografia il grandissimo Palumbo!), materiale
fotografico, un live, backstage del video e della realizzazione delle
opere pittoriche della Rossetti… Oltre a varie chicche che esprimono
bene la goliardica freschezza di questi «cantori della natura
incorrotta», la loro autoironia, la loro voglia di giocare (come veri e
propri folletti silvani) con se stessi e con il loro sempre più vasto
pubblico.
Recensione di Liliador en Eryd su www.faramir.it
E il viaggio continua...
L’ululato del Vecchio Lupo richiama ancora una volta gli appassionati
della musica dei Lingalad e invita chi non li conosce, a unirsi alla
comitiva.
Nel DVD "I Sentieri di Lingalad", uscito nel dicembre 2004, abbiamo
avuto un assaggio di questo nuovo progetto e finalmente, dopo più di un
anno dall’annuncio, eccolo: "Lo Spirito delle Foglie".
Questo è sicuramente da considerarsi un totally made by Lingalad; testi
e musiche composte da Giuseppe Festa e i suoi compagni Fabio Ardizzone,
Giorgio Parato e Claudio Morlotti. Essi con delle semplici note prodotte
da flauto, chitarra, percussioni e strumenti tradizionali, ci rivelano
la loro vera essenza e il messaggio che vogliono trasmettere.
Nei loro lavori precedenti ci hanno condotto per vie senza fine nella
Terra di Mezzo, nelle foreste dei Pastori degli alberi, fatto conoscere
Elfi e Hobbit in canti ispirati ai testi della nota saga tolkieniana. Ne
"Il Canto degli Alberi" abbiamo visitato i posti incantevoli del Parco
Nazionale d’Abruzzo, anticipazione, possiamo dirlo, di quello che ci
presentano ora.
Ma dove ci porterà questo viaggio stavolta?
Tenendo tra le mani questo cd non si tocca semplicemente un pezzo di
plastica ma una piccola luce che guida verso un mondo conosciuto a
pochi.
Il Lupo, la Montagna, il Bosco di Betulle, l’acqua di una Fonte,
l’Aquila, le Foglie... questi i protagonisti assoluti dell’opera. Ognuna
delle canzoni che li ritrae esprime pensieri e vissuti ma non più dal
punto di vista dell’osservatore; essi stessi ci raccontano la loro vita,
le loro scoperte, le loro trasformazioni.
Tra gli elementi una figura si aggira silenziosa: il Viandante.
Stanco della città, dei vicoli stretti e di un’esistenza priva di
colore, se ne va alla ricerca della sua vera essenza. E scopre una terra
diversa da quella in cui vagava senza meta. Il viaggio non è facile, ci
sono strade tortuose da seguire, intoppi, sentieri oscuri... ma esistono
sempre delle tracce da seguire e questa volta il percorso porterà verso
vie luminose. "Verso il Sole", Colui che dà la vita.
E tra mille luci e colori il tutto si fa uno e si unisce a lui.
Ho ragione di credere che i Lingalad abbiano voluto farci un bellissimo
dono: un invito esplicito ad ascoltare.
E’ questa una loro qualità che mi ha sempre affascinato: essi danno
testimonianza che un mondo migliore esiste e che si può costruire. Che
se si perde la strada e si cade basta rialzarsi e ricominciare, seguendo
il Sole o una stella luminosa in una notte buia in cui la luce sembra
non esistere. Che bisogna crederci fino in fondo! E tutto questo
semplicemente invitando all’ascolto... quante volte, da quanto tempo
ormai, l'uomo dimentica di farlo?
Non più solo il rumore dei clacson e il rombo delle macchine nelle
nostre città. Non più la confusione della folla. Non più gli alti
grattaceli e le costruzioni di cemento grigio e cupo. Non più strade
asfaltate e pericolose... Ma note, suonate dal semplice stormire di
Foglie durante i cambiamenti delle stagioni, dal fruscio delle ali di
una giovane Aquila al suo primo volo, dall’ululare del Vecchio Lupo che
ricorda senza rimpianti i tempi della giovinezza in cui vagava col
branco, da una silenziosa distesa di muschio su cui sdraiarsi e
ascoltare... ascoltare ancora e sempre il richiamo della Vita attraverso
il racconto del ruscello e del suo percorso dalla fonte al mare, al
cielo e ritorno.
In quest’atmosfera di serenità i Bardi ci regalano anche un piccolo
"incantesimo" per farci sapere che la natura stessa (e forse per prima)
ci custodisce: una breve filastrocca dedicata ad un "piccolo essere di
Bosco e Acqua" che pochi hanno visto ma che allieta col suo canto e
protegge le notti dei viaggiatori accanto al fuoco per poi svanire in
una "Polvere d’incanto".
Tra i brani non solo canzoni ma anche pezzi strumentali fra i quali uno
che, forse più degli altri, va ascoltato ad occhi chiusi abbandonandosi
all’immaginazione, "Il Risveglio": le evocative note di un flauto
raccontano il passaggio dal gelido inverno che pian piano si allontana
per lasciare posto alla primavera e alla stagione calda... il vivace
suono della chitarra descrive il miracolo dell’apertura delle corolle
dei fiori, il ritorno del verde nei prati e delle foglie, lo scalpiccio
nel sottobosco che riprende frenetico. E’ il rilancio alla vita di
tutto, dal più piccolo essere vivente all’albero più grande.
E anche il Viandante lo sente, nell’animo, nel corpo... sente "Lo
Spirito delle Foglie". Tutto scorre (la linfa, il vento, il tempo...),
tutto brilla e riluce, come sempre, ma dentro al nuovo Uomo c’è il
soffio vitale delle foglie, il legame indissolubile con la natura. E non
importa cosa succederà ora, non importa dove andrà, non importa se lo
capiranno... Lui sa che tutto questo non può cambiare: è, deve essere e
sarà così.
Nella raccolta non poteva mancare il brano "Lingalad" che ora più che
mai trova il suo vero posto nel disegno del cammino del Viandante. E’ la
conferma della scelta fatta, della strada intrapresa. Le parole magiche
"...e la via che mi appare ormai chiara ora so che non sarà mai più
persa" è il sì alla nuova esistenza, alla nuova avventura che non avrà
più fine.
Ora comprendiamo il lungo viaggio intrapreso da questi ragazzi che amano
mettersi attorno ad un fuoco e inneggiare agli elementi, trovare e usare
la magia del creato tramutando il tutto in musica e per ultimo (ma non
meno importante) scherzare facendo dell’autoironia sana e costruttiva...
Sappiamo da dove sono partiti e dove andranno...
Sì, perché naturalmente il viaggio continua... ancora!
Recensione di Chris
Seeman su Beyond Bree (U.S.A.)
[...] And what of Giuseppe Festa
(Lingalad), that elusive sylvan bard who gave us "Voci dalla Terra di
Mezzo" four years ago? He has not been idle…
Indeed, “Lingalad” has become a permanent fellowship of minstrels who
share with Festa his devotion to bringing to musical expression “the
magic of the natural world.” In their new CD, "Lo Spirito delle Foglie",
Festa and Company explore the vistas and creatures of the earth we all
inhabit.
Though not explicitly referential to Tolkien’s world, it is impossible
to listen to this album without being profoundly moved by the same
vision that animated "Voci...". The new recording of Festa’s personal
anthem, “Lingalad,” cements the continuity between the two albums.
In addition to enhancing the instrumental complexity of Lingalad’s
repertoire, "Lo Spirito..." reveals Festa’s own maturation as a
vocalist. The versatility displayed by Festa on "Voci..." now appears in
its full range and clarity. With consummate ease, Festa transforms
thunderous crescendos into delicate whispers laden with reverence for
the sanctity of the world Tolkien so eloquently evokes through his
writing. Here, tree and leaf are united as one.
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