Recensioni e commenti al cd “Voci dalla Terra di Mezzo"



Priscilla Tolkien, lettera (traduzione)
“…Ho ascoltato la sua musica ispirata al “Signore degli Anelli” ed ho particolarmente apprezzato la parte riguardante gli Hobbit.
Penso che la canzone “Filastrocca Hobbit” sia affascinante e molto ben fatta. Mi è anche piaciuta la tristezza espressa ne “La Via prosegue senza fine”.
Allo stesso modo per il brano “Accanto al fuoco”: credo che l’ambientazione sia stata ben interpretata grazie alla sua aria di triste riflessione.
Ho altresì largamente apprezzato l’eccellente enunciazione delle parole in tutto il lavoro […]”

Matteo Speroni, Corriere della Sera, 9 dicembre 2003
...così, ascoltando la musica di Festa, dalla "Foresta di Fangorn" si alza una melodia dolcissima, "Il Grigio Viandante" cammina al ritmo di una ballata da sogno, gli Hobbit si muovono tra "Alberi, fiori, foglie e fuscelli" sulle note di una filastrocca.
Canzoni che, dal vivo, il bardo musicista lombardo, esegue con i Lingalad in un'atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione, nella penombra di lumi di candela.
[...] Musica che ondeggia tra atmosfere celtiche, ballate folk, new age, e che si distingue per l'evocazione del Fantastico presente nella natura."

CELTICA n°29, gennaio/febbraio 2004
Debutto a Toronto, in Canada, il 17 dicembre scorso per la prima del film "Il Ritorno del Re", ultimo capitolo per la trilogia del "Signore degli anelli" di Peter Jackson: ha coronato una tre-giorni, dal 15 al 17, intitolata "The Gathering of the Fellowship" (Il Raduno della Compagnia),presenti alcuni attori principali.
E' il più grande evento del Nord America dedicato a Tolkien, organizzato in collaborazione con la Tolkien Society di New York.
Invitato a partecipare come special guest il musicista italiano Giuseppe Festa del gruppo Lingalad: ha presentato alcuni suoi brani tratti da "Voci dalla terra di Mezzo", album ispirato dalla trilogia, suonando due concerti, il primo in occasione del Royal Quest di re Eomer.

Importante riconoscimento internazionale per il cantautore, dotato di inusitata freschezza melodica e compositiva e, a detta degli stessi americani, autore di "hauntingly beautiful melodies". Con le sue "melodie tremendamente belle di ieri (due album) e con "Il Canto degli Alberi", il nuovo cd da poco pubblicato, il musicista è pronto a partire con la nuova stagione di concerti anche da noi. Complimenti Giuseppe e buon cammino".

Recensione di Amy Sturgis su “REVOLUTION-Science Finction”-traduzione-(uno spezzone di questa recensione è stato pubblicato anche sul bimestrale americano "Lord of the Rings Official Magazine, Ago-Sett 2002):
L’album di Festa non sarà forse conosciuto quanto quello dei Tolkien Ensemble, ma se lo meriterebbe. Questo è l’unico album che possiedo che non ha mai lasciato il lettore cd da quando l’ho acquistato.
Se l’album “24 Songs” dei Toklien Ensemble appare buona musica che parla della Terra di Mezzo, il lavoro di Festa sembra buona musica proveniente direttamente dalla Terra di Mezzo.
L’intero album dà una sensazione organica e naturale; a volte si sente il canto degli uccelli e lo scorrere dell’acqua sotto la musica, e vi assicuro che ci sono momenti in cui si può quasi annusare l’odore dell’erba di primavera.
Il semplice stile bardico di Festa cattura la suggestione, la cupezza, la malinconia e la speranza del mondo di Tolkien come nessun altra interpretazione musicale.
Egli condensa la poesia di Tolkien senza però mai smarrire il centro focale delle canzoni (provate a comparare la sua “Foresta di Fangorn” con “The Ent and the Ent-wife” dei Tolkien Ensemble e capirete quanto può essere efficace Festa).
Molti dei testi delle canzoni provengono dagli originali di Tolkien, ma vi sono anche alcuni brani strumentali (come la mozzafiato “Piccola Radura della Luna”) e l’originale “Lingalad”.
Gli ascoltatori che non riescano a mettere le mani sulla versione inglese del cd non si scoraggino di fronte a quella originale in italiano. I testi in inglese sono comunque disponibili sul sito di Giuseppe Festa e l’atmosfera dei pezzi parla da sola. Insomma, Festa ha fatto centro!
Egli soffre insieme ai personaggi: “Accanto al fuoco” è tormentata dall’angoscia esistenziale e allo stesso tempo ricolma di commovente speranza. “Il Grigio Viandante” brucia di rabbia e rimpianto.
Ascoltare il suo album è come fare un viaggio attraverso la Terra di Mezzo.
Miglior brano: “Tom Bombadil”. Questa canzone cattura il sollievo, la sicurezza e la gioia serena del rifugio di Tom Bombadil. Meno frenetica della versione dei Tolkien Ensemble, l’interpretazione di Giuseppe Festa ricrea musicalmente la flebile luce delle candele attraverso i vetri della casa di Tom Bombadil, pronte ad accogliere lo stanco viandante.
Il calore dell’arrangiamento e l’esecuzione mi hanno veramente lasciato a bocca aperta.
Fate attenzione alla fine del brano, sentirete il vecchio Tom allontanarsi fischiettando lungo le acque del Sinuosalice.

Recensione di Philip Kooijman sul sito “The Lord of the Rings fanatic site”(traduzione):
”Giuseppe Festa mi ha sorpreso col suo cd “Voci dalla Terra di Mezzo”. L’ho ascoltato ormai molte e molte volte e penso che sia assolutamente grandioso. La musica è molto rilassante e trasmette veramente quella sensazione di vecchie storie avventurose.
Nonostante le parole siano in italiano le sensazioni di Giuseppe sulla Terra di Mezzo emergono ugualmente in modo fantastico. La musica è molto gradevole e se vi piace Enya, Clannad o Sacred Spirit, allora non potrete non apprezzare “Voci dalla Terra di Mezzo”.

Recensione di Fabio Truppi su “Menhir”:
“Voci dalla Terra di Mezzo è un lavoro davvero godibile e ben realizzato, anche sotto il punto di vista della registrazione […] il tocco delle chitarre sottolinea musicalmente la qualità stilistica di ogni brano, in cui l’arpeggio chitarristico domina sovrano eppur mai soverchiante nel suo naturale fluire […] Complimenti, dunque, a non finire per questo album così solare, in cui l'alchimia tra flauto, chitarra e percussioni è indiscutibilmente perfetta.

Rodrigo Costa, webmaster del sito “Ring Zone”(traduzione):
“Ho sentito la sua musica e penso che sia proprio fantastica, uno dei migliori lavori ispirati a Tolkien che abbia mai ascoltato.”

Recensione di Eoder Weiko su “La Compañia”(traduzione):
“ […] Vogliamo insistere sulla qualità di quest’opera. Provate ad ascoltare le sue canzoni da soli e con poca luce: realmente Giuseppe Festa ci trasporta nel fantastico mondo del maestro Tolkien. Inoltre la presentazione del cd è impeccabile.
Noi de "La Compañia" intendiamo appoggiare questo autore e cercare di farlo conoscere il più possibile anche in Spagna. Giuseppe, ti auguriamo il meglio e che le Stelle illuminino il tuo cammino. Complimenti per il tuo talento e per aver creato queste melodie elfiche!!"

Jeremiah Lewis, webmaster del sito “Tolkien Archives”(traduzione):
“…devo dire che il cd “Voci dalla Terra di Mezzo” è assolutamente incantevole! Ho particolarmente   apprezzato la partitura delle chitarre, che sono lo strumento dominante in tutte le canzoni”.

Recensione di Ricardo Gil Alcañiz su “Tolki 2001" (traduzione):
“...ascoltando “Voci dalla Terra di Mezzo” vedrete che la sua musica è geniale, è la verità!”.

Stefano Contu su “L’ECO DI BERGAMO” (16 luglio 2001):
”…elfi, maghi, cavalieri erranti e spiriti silvani popolano le canzoni di Giuseppe Festa che, in un’atmosfera suggestiva, conduce per mano gli spettatori alla scoperta della ”Terra di Mezzo”. Candele e lanterne finlandesi (“il nostro impianto luci costa 15 euro”, ha scherzato), chitarre e piccole percussioni, flauto e “impasti” di voci creano un prodotto che deve molto ai maestri del progressive, ma la musica “silvana” di Giuseppe Festa, recente vincitore del concorso di musica bardica di Celtica 2001 ad Aosta, presenta una certa freschezza e originalità.”

Recensione di Gianluca Comastri su
Eldalie
“…Il risultato è la raccolta "Voci dalla Terra di Mezzo", nel quale le filastrocche degli Hobbit durante le loro interminabili marce, i misteri di Bombadil e dei Pastori degli Alberi, il canto in onore del Grigio Pellegrino e la dolce e intensa passione tra Beren e Lúthien divengono ballate coinvolgenti, su partiture di pregevole fattura.”

Recensione di Paolo Polesana su "L'Ultima Casa Accogliente":
Il modo migliore per commentare le musiche contenute nel CD 'Voci dalla Terra di Mezzo' è raccontare l'esperienza dell'ascolto dal vivo, partecipare al concerto che presto si tramuta in spettacolo. Ed è proprio dallo stupore di fronte allo spettacolo della natura che sono scaturite queste musiche: ogni nota ed ogni gesto e colore sul palco intendono riproporre le emozioni di una comunione speciale con la natura. Così le luci si abbassano, l'imbrunire, ed il suono di un ruscello ci introduce nel cammino...
Le parole e la musica invitano da subito a percorrere il lungo il sentiero che Giuseppe ha preparato e che inizia con 'La Via prosegue senza fine'. E’ una via che ci conduce per sentieri della Terra di Mezzo ad incontrare Fangorn e la sua foresta o il buffo Tom Bombadil; si incrocia persino il Grigio Viandante e poi Bilbo che accanto al fuoco ci svela i suoi anziani pensieri.
Ma fra tutti questi luoghi e persone Giuseppe, a tratti come approfittando dei momenti di riposo, vuole raccontarci il cuore della sua vita svelando le visioni e le esperienze che lo hanno cambiato. E’ in queste canzoni che troviamo la piena bellezza e la verità delle musiche: Piccola Radura della Luna racconta senza le parole "... il ricordo della Radura della Luna, attraversata silenziosamente in una magica notte di inizio estate". Ci si accorge poi che proprio così cambiò la vita di Beren nell'incontrare Lutien e quella radura diventa la stessa radura del Lai di Leithian, cioè la Liberazione dal Servaggio, ed è infine 'Lingalad' a raccontarci compiutamente la svolta.
Il concerto prosegue ancora percorrendo nuovi luoghi: il giardino fantastico di Lorien e le Montagne di Luna inondate che invece ci appartengono; solo adesso sorge nuovamente il Sole, ma nella luce dell'aurora un'ultima canzone vogliamo ascoltare, il Ritorno. Al termine del cammino notturno ci è svelato il senso di questa serata:

"Oltre le ombre il Sole si è alzato
Ma le Stelle brillano in cielo
Non dirò che il giorno è passato
Che le stelle portano un velo"

La Notte è il teatro della magia: senza ombra di dubbio è il momento principe per incontrare quella presenza invisibile, ma reale, che permea la natura; perchè la notte rende invisibili le cose visibili e visibili quelle invisibili. La musica cresce spontaneamente dopo questi versi, cantano più forte le corde della chitarra ed il giro finale si protrae ancora un poco perchè a malincuore si lasciano le stelle. Questa visione non vogliamo perderla al sorgere del Sole: ci sia di compagna, poichè le Stelle, compagne silenziose della notte, splendono ancora dietro il giorno e quella bellezza è ancora presente.

"Out of the Wood", by Amy H. Sturgis on "Pop Thought" 
I first learned of the Italian bard Giuseppe Festa through his Tolkien-inspired album Voices from Middle-Earth, which fast became and remains one of my very favorite albums of all time. I could praise his organic style of storytelling, in which the sounds of nature are as key as his soulful voice and sensitive musicianship, or I could compliment the thoughtful way he mixes subtle lyrics with inspiring arrangements, but the best thing I can do is point you to his website to hear his work for yourself. You will become a believer. I consider his enchanting later albums and DVD to be "must haves," and I am thrilled at the prospect of seeing him play live once again, this time with his band Lingalad, at The Gathering of the Fellowship in Toronto in July 2006.

It was my distinct pleasure to speak recently with this modern-day Ranger from Middle-earth and learn what he's been up to since his stunning debut took the musical world by storm.

For the entire interview http://www.popthought.com/display_column.asp?DAID=1141